Le Basi per Iniziare una Dieta


Mi capita spesso di parlare con persone che affermano di aver provato ad utilizzare quella dieta piuttosto che un’altra ed un’altra ancora, ma ahimè con risultati pessimi e instabili che, nel tempo, sono andati completamente persi.

Gente che dopo 4-5-6-7 mesi di diete restrittive hanno sofferto, conducendo una vita di privazioni e, una volta terminato questo calvario, hanno recuperato i Kg di troppo con l’aggiunta degli interessi!

Situazioni di questo tipo sono a mio modo di vedere assurde, oltre a non essere supportate da una base di sana, corretta e soprattutto alimentazione sostenibile.

In questo articolo, vediamo brevemente perché spesso le persone si trovano ad affrontare queste tristi realtà e in che modo possiamo evitare di incappare in situazioni, appunto spiacevoli, come queste.

Spesso col termine dieta si pensa ad un regime alimentare estrittivo, fatto di privazioni e numerose limitazioni, che il più delle volte entrano in conflitto con la sfera sociale delle persone.

Per esempio, ci si sente limitati ad uscire a cena con amici e, il più delle volte, riteniamo come inadatto uno stile alimentare di questo tipo…

Questo è solo uno dei tanti motivi che portano ad una visione distorta del termini “dieta”.

In realtà la parola “dieta” è un termine coniato dagli antichi greci: “dìaita”, cioè modo di vivere, che sta ad indicare un corretto stile/regime di vita, improntato su un buono stato di salute attraverso l’assunzione del cibo.

Infatti, non è per caso che molte persone, di fronte a determinati problemi di salute, prevalentemente legati al proprio metabolismo, decidano di farsi prescrivere dal proprio medico o nutrizionista, una sana e corretta dieta, al fine di poter tornare a star bene.

Negli anni abbiamo visto l’affiorare di numerose diete, basate su corretti principi di funzionamento biochimico del nostro organismo, ma sempre e solo concentrate sui microaspetti di un sistema ben più vasto e purtroppo eccessivamente spinte da un marketing finalizzato al solo business di quelle diete che nel tempo sono divenuto dei veri e propri brand…

Una cosa è certa: nell’attuale società moderna siamo portati a volere e ad avere tutto e subito; questo sia in termini di risultati che di alimenti: mangiamo più del dovuto e non ci preoccupiamo di quanto uno stile di vita simile possa essere consono alla nostra salute o meno.

Di conseguenza, nel momento in cui ci mettiamo a dieta, iniziamo una lunga e tortuosa escalation verso il togliere pietanze, verso il mangiare sempre meno e, ovviamente, cercando di limitare il più possibile ogni sorta di attività fisica: una vera e propria assurdità!

La prima regola è che se non “alziamo il culo” dal divano per muoverci, difficilmente potremo aspirare ad ottenere quel fisico che ogni giorno vediamo in una di quelle famose pubblicità!

Pur essendo vero che l’aumento di peso è sempre a carico di un surplus calorico, non sempre vale il discorso contrario, vediamo di capire in modo semplice il perché.

Innanzitutto dobbiamo fare la premessa che, per chi non lo sapesse, 1kg di grasso ha un volume inferiore ad 1kg di muscolo, inoltre va considerato anche il fatto che il nostro metabolismo si è evoluto in migliaia di anni, secondo precise regole, determinate in risposta ad un dato ambiente e circostanze e che, biologicamente parlando, non è minimamente pensabile che con soli 50-100 anni di rivoluzione industriale, tali regole, possano ribaltarsi.

Per questi motivi al nostro corpo non interessa avere o ottenere un fisico tonico e muscoloso, in quanto è programmato per garantire la sopravvivenza a prescindere dai fattori esterni, attuando ciò secondo determinati processi in grado di garantirne il proprio equilibrio interno.

Per migliaia di anni ci siamo evoluti dovendo sostenere periodi di carestie, dove il cibo veniva garantito dalla sola cacciagione, dove la sopravvivenza doveva essere garantita e, le riserve di grasso, rappresentavano, e rappresentano tutt’ora, la principale fonte di energia in grado di garantire la continuità della spece, anche in condizioni avverse.

(Questo aspetto era già stato spiegato nella trilogia di articoli “Un dolce inganno” )

Per questo motivo, continuando a tagliare calorie su calorie, e mangiare sempre meno, non è detto che si dimagrisca, o meglio, si perda grasso…anzì, potrebbe avvenire l’esatto contrario, in quanto andremmo a creare le basi per aumentare moltissimo i livelli di stress, peggiorando ulteriormente la situazione.

Prima di iniziare a togliere andrebbe ripristinato il normale funzionamento del nostro metabolismo, ossia, mediante un conteggio delle calorie introdotte giornalmente, vedere se il nostro introito copre il fabbisogno energetico quotidiano, definendo anche le relative percentuali di macronutrienti.

A questo punto, dopo aver tolto dalla nostra assunzione quotidiana i principali junk food (cibi spazzatura), o quanto meno limitandoli ad un massimo complessivo pari al 10%, se ci troviamo in una condizione energetica ipocalorica, sarebbe buona cosa aumentare le calorie gradualmente ogni 7-10 giorni, fino al raggiungimento del proprio fabbisogno: per quanto riguarda questa strategia consiglio un aumento a carico dei carboidrati, diminuendo allo stesso tempo i grassi.

Ovviamente le cose andrebbero fatte in modo molto preciso e secondo delle regole molto più precise, dove, qualora ce ne fosse necessità, mi riservo di consigliare in forma privata.

Diversamente se ci troviamo in una condizione normocalorica o ipercalorica, dopo aver “ripulito” in modo adeguato l’alimentazione creando uno schema in grado di adattarsi alle caratteristiche personali del soggetto e perseguito per almeno un paio di mesi, è possibile procedere ad un taglio graduale del monte calorico totale, regolando opportunamente i macronutrienti, anche in funzione dell’attività fisica svolta.

In definitiva è importante ricordarsi che quando decidiamo di metterci a dieta non stiamo iniziando un percorso fatto di frustrazioni e limiti, bensì stiamo iniziando a prenderci cura del nostro corpo, ovviamente a patto che il regime alimentare scelto sia corretto ed equilibrato, che tenga conto di quelle che sono le nostre reali esigenze e della condizione di partenza, ossia risulti sostenibile nel tempo.

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