Allenare la Resistenza negli Sport da Ring


Oramai da decenni è risaputo come la corsa, come base allenante per gli sport da combattimento, ricopra un ruolo di primaria importanza.

Dopo anni di assidua pratica nella sua modalità classica, la corsa, non mi portò a significativi miglioramenti sotto questo aspetto fisiologico, anzi, avendo già problematiche passate ad alcune articolazioni, invece che giovare alla forma fisica globale, peggiorava l’intero scenario, andando a sottoporre a maggiore stress il mio organismo (ipercortisolemia): i problemi alla zona lombare erano frequenti e persistenti, le articolazioni spesso doloranti e il tutto innescava, nel tempo, tutti requisiti che meglio mi predisponevano a infortuni vari, limitandomi notevolmente nell’acquisizione delle nozioni tecnico-tattiche che riguardavano il mio sport.

L’attività aerobica spesso viene eccessivamente sopravvalutata negli sport da ring, ma, se ci pensiamo bene, un’atleta che deve combattere deve avere fiato per sapersi gestire in 3 o massimo 5 riprese (a seconda dello stile) da 3 minuti ciascuna. E’ vero che per salire sul ring è necessario saper coprire almeno questo requisito al triplo, ossia esser in grado di saper sostenere, nel caso delle 5 riprese, un numero almeno pari a 15 riprese continuative: tuttavia il modo in cui arrivare a garantire ciò non per forza deve essere dettato dall’allenamento aerobico!

Se analizziamo nel dettaglio una ripresa di un qualsiasi sport da combattimento, vi sono momenti in cui gli atleti si studiano, quindi fasi a livello cardio-vascolare “basso” e momenti dove vengono portate tecniche di attacco, di difesa e di contrattacco, ossia fasi decisamente più intense, dove il livello cardio-vascolare entra in gioco in maniera ben diversa: si è in grado di passare da 100 bpm a 200 bpm in un tempo molto breve. La corsa effettuata in maniera costante, a mio avviso, non fornisce la capacità di allenare questa attitudine, in quanto il battito cardiaco viene allenato a lavorare ad un’intensità prevalentemente costante. Ciò che noi dobbiamo allenare è la variazione d’intensità del battito cardiaco: serve renderla più efficiente, in grado cioè di subire significative variazioni nel tempo più breve; a mio avviso avrebbe più senso un’allenamento di soli scatti, in cui, guarda caso, il sistema energetico dominante è quello anaerobico alattacido e quindi di pura potenza.

Nel mio caso l’allenamento anaerobico in chiave H.I.T., sia di potenziamento, sia di allenamento alla resistenza fu la soluzione migliore.

La Muay Thai è una disciplina che per essere compresa ed espressa nella maniera corretta necessita di molto sacrificio, pazienza e dedizione; è uno sport in cui entrano in gioco parecchie componenti: forza, resistenza, velocità, coordinazione, tecnica, tattica e psicologia.

Senza entrare troppo nello specifico, diciamo che tutte queste componenti possono essere “passate” da un valido maestro, unitamente alla costanza e forza di volontà che ogni allievo possa maturare, ma per quanto riguarda le prime tre componenti è necessario seguire determinati programmi specifici di allenamento, mediante l’utilizzo di pesi, macchine, sacchi, colpitori, ecc….
L’utilizzo del sacco è uno dei metodi più validi e da tempo in uso per sviluppare al meglio la componente forza/resistenza, ed è proprio di questo tipo di allenamento di cui vorrei parlarvi in quest’articolo.   

[continua…]

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